L'ARCHIVIO DI OLTREILCARCERE

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venerdì 7 maggio 2010

Maisto: questo ddl è clemenza permanente Ansa, 6 maggio 2010 Il ddl "svuota carceri" è una manovra legislativa "

Ansa, 6 maggio 2010

Il ddl "svuota carceri" è una manovra legislativa "insufficiente, rischiosa e lenta". "Una manovra che rende ordinaria la clemenza permanente come regola generale, operando per il passato e per il futuro".

A schierarsi contro il provvedimento voluto dal ministro Alfano, e attaccato oggi dal ministro Maroni, è il giudice Francesco Maisto, presidente del tribunale di Sorveglianza di Bologna. Contrario, nonostante ricordi, sia stato tra i pochi magistrati favorevoli all'indulto e tra coloro che hanno "contribuito alla preparazione della legge Gozzini che - dice - ho apprezzato ed applicato per decenni".
Come misura deflattiva per il sovraffollamento in carcere, secondo Maisto, molto meglio ripristinare le misure alternative alla detenzione perché "se per un verso la previsione dell'esecuzione della pena detentiva a domicilio per un anno può sembrare incidere sul sovraffollamento, per altro verso il ddl diventa più restrittivo perché impone, come condizione di ammissibilità dell'affidamento in prova al Servizio Sociale, l'accettazione del "lavoro di pubblica utilità". Il rischio contenuto nel provvedimento, secondo Maisto, sta, invece, nel fatto che "questa nuova forma di esecuzione della pena detentiva ha carattere automatico e funziona come l'applicazione di un indulto, pur non essendo tale. Non è previsto, infatti, il necessario spazio discrezionale".
Per il giudice, inoltre, "sul ddl sarà necessario l'intervento della Corte Costituzionale, come avvenne per l'indultino". Tra i rischi che Maisto rileva nel ddl c'e anche la non previsione "dell'obbligo di un domicilio diverso da quello della persona offesa, né di un domicilio diverso dal locus commissi delicti". Il giudice sottolinea inoltre come il ddl "delegittima la magistratura di sorveglianza perché rende obbligatoria l'alternativa per un anno anche quando il Tribunale di Sorveglianza abbia rigettato una o più richieste di misure alternative alla detenzione".
"Perfino la ratio dell'affidamento terapeutico per tossicodipendenti previsto dalla Legge Fini-Giovanardi viene aggirata svuotando la misura ad hoc per finalità deflative". Così come, per Maisto, il provvedimento contraddice i due recenti Pacchetti Sicurezza e, infine, non è applicabile in tempi celeri: "innanzitutto nei casi di sospensione dei procedimenti, come per l'indultino e la Espulsione, per ritenuta non manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale. Poi per le gravissime carenze di risorse umane e strumentali: insufficienze di organici dei Magistrati di Sorveglianza, delle Cancellerie, della Polizia penitenziaria, degli Educatori e degli Assistenti Sociali".