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martedì 19 giugno 2007

CONTRO POLIZIA PENITENZIARIA NEGLI UEPE- INTERROGAZIONE PARLAMENTARE AL SENATO

COMUNICATO STAMPA
POLIZIA PENITENZIARIA NEGLI UEPE - PRESENTATA ANCHE AL SENATO INTERROGAZIONE PARLAMENTARE AL MINISTRO MASTELLA
Contro la proposta del Ministro della Giustizia di inserire dei nuclei di Polizia Penitenziaria negli UEPE con compiti di controllo sulle misure alternative, oltre che alla Camera dei deputati ( Interrogazione a risposta scritta 4-03683 /seduta 159) anche al Senato, attraverso i senatori BOCCIA Maria Luisa , RUSSO SPENA , LIOTTA , ALFONZI , EMPRIN GILARDINI (atto n.4-o1895/seduta 148) è stata presentata Interrogazione parlamentare al Ministro Mastella.

"La bozza di decreto ministeriale avente per oggetto- l’intervento della Polizia penitenziaria nell’esecuzione penale esterna- ha suscitato notevoli perplessità e preoccupazione fra gli operatori degli uffici di esecuzione penale esterna (E.P.E.)".

I Senatori firmatari dell'interrogazione hanno evidenziato come nellla suddetta bozza di decreto la stessa "attività prevista per la Polizia penitenziaria è sminuita nel ruolo e nelle funzioni, finanche rispetto a quella oggi svolta dall’Arma dei Carabinieri e dalla Polizia di Stato, che assicurano questo servizio senza limitazioni territoriali e in una prospettiva di autonomia rispetto alla magistratura di sorveglianza; il progetto, invece, propone una rilevante limitazione delle attività di controllo della Polizia penitenziaria al solo ambito comunale".
Gli stessi evidenziano come invece "il controllo delle prescrizioni inerenti le limitazioni di mobilità nel territorio e il rispetto degli orari di dimora sia possibile attraverso la concertazione tra gli uffici E.P.E. e le forze dell'ordine territoriali senza determinare sovrapposizioni di ruoli che snaturerebbero l'intervento sociale".

L'interrogazione denuncia inoltre come "la suddetta bozza di decreto non preveda risorse sufficienti a garantire il trattamento individualizzato della persona su cui si fonda l’istituto della esecuzione penale esterna, che come tale necessita di un rapporto costante tra il condannato, il servizio sociale ed in genere gli operatori coinvolti nell’E.P.E., come dispone l'articolo 118 del decreto del Presidente della Repubblica 230/2000, secondo cui -Gli interventi del servizio sociale per adulti nel corso del trattamento in ambiente esterno sono basati su un rapporto di fiducia tra soggetto stesso ed istituzione- così da realizzare pienamente il reinserimento sociale della persona. Nella medesima prospettiva, l’art. 47, comma 9, della legge 354/1975 dispone che -il Servizio sociale controlla la condotta del soggetto e lo aiuta a superare le difficoltà di adattamento alla vita sociale, anche mettendosi in relazione con la sua famiglia e con gli altri ambienti di vita- sottolineando quindi espressamente il ruolo centrale che nell’E.P.E. svolge il servizio sociale". Inoltre viene evidenziato come "le limitazioni previste dalla suddetta bozza di decreto, in ordine alla competenza e alle risorse disponibili per gli operatori dell’E.P.E. sembrano contrastare con le numerose richieste dagli stessimanifestati, volte ad ottenere l’assegnazione di locali idonei all’attività da svolgere, nonché l’ampliamento dell’organico e delle risorse in misura corrispondente al lavoro da effettuare".

Nell'interrogazione viene data voce alle associazioni degli operatori E.P.E. i quali hanno denunciato come "le misure e limitazioni dell’organico e delle risorse disponibili per l’E.P.E., previste dalla bozza di decreto in esame, rischino di pregiudicare la funzionalità e il corretto svolgimento dell’esecuzione penale esterna, in particolare sotto il profilo della necessaria multidisciplinarietà delle competenze e delle professionalità degli operatori, come disposto dall’art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica 230/2000".

I senatori Boccia, Russo Spena, Liotta, Alfonzi, Emprim Gilardini, concludono l'interrogazione al Ministro Mastella chiedendo se " non ritenga opportuno fornire ulteriori informazioni in ordine agli orientamenti del Ministero sulla questione in analisi; se non ritenga opportuno, prima di avviare qualsiasi sperimentazione del decreto o di portarlo a completa definizione, coinvolgere gli operatori dell’E.P.E. e le loro associazioni rappresentative, al fine di recepirne, ove possibile, le istanze, e di acquisirne le proposte e le osservazioni".