L'ARCHIVIO DI OLTREILCARCERE

Dal 2007 al 2014 sono stati pubblicati più di 1300 documenti che hanno trattato argomenti riferiti al Servizio Sociale della Giustizia, agli Uffici per l'Esecuzione Penale Esterna, al Sistema dell'Esecuzione Penale Esterna attraverso solidarietaasmilano.blocspot.com

martedì 17 novembre 2009

Richiesta Pd per un'indagine conoscitiva sullo stato delle carceri italiane, sulla sanità penitenziaria e sui decessi in carcere

I detenuti ospitati nelle strutture carcerarie italiane sono circa 65.000, una cifra che è destinata ad aumentare ad oltre 70.000 unità entro la fine del 2009.
Si tratta di un 'primato' mai raggiunto nella storia repubblicana che pone problemi molto rilevanti a cui il Parlamento deve dare risposte efficaci, rapide ed esaurienti. Le carceri italiane non sono in grado di sostenere tali presenze. I 206 istituti di pena possono 'tollerare' 64.237 detenuti nonostante, da regolamento non potrebbero ospitarne più di 43.087.

Siamo ampiamente oltre la soglia massima di tolleranza che prefigura una situazione di emergenza per il paese, come confermano le dichiarazioni del direttore Dipartimento amministrazione penitenziaria (Dap), Franco Ionta, che, in una recente audizione in commissione Giustizia ha parlato di 'situazione in grado di compromettere la sicurezza del Paese'.

L'assenza di un Piano carceri e i recenti tagli alle risorse destinate alla giustizia effettuati dall'attuale Governo stanno causando esiziali difficoltà di gestione ed efficienza amministrativa negli istituti penitenziari sull'intero territorio nazionale, difficoltà che, in taluni casi, raggiungono punte di vera e propria «emergenza umanitaria» in palese contraddizione con i diritti costituzionalmente garantiti.

Diverse associazioni hanno lanciato l'allarme sulle condizioni delle carceri: dall'Unione camere penali, all'Associazione dei dirigenti dell'amministrazione carceraria, dal SAPPE (sindacato della polizia penitenziaria) al Garante dei detenuti della regione Lazio, tutti concordi nell'affermare che le condizioni attuali di vita carceraria sono spesso lontane dai normali livelli di civiltà e di rispetto della dignità del detenuto.

Il tema del sovraffollamento degli istituti di pena è all'ordine del giorno in tutto il paese con punte molto preoccupanti in alcune realtà regionali (Campania, Emilia Romagna, Lombardia, Puglia, Sicilia, Toscana, Veneto).

L'aumento della popolazione carceraria risulta essere inversamente proporzionale alla presenza del personale di polizia penitenziaria. I dati fotografano chiaramente questa tendenza: nel 2001 erano presenti 41.608 agenti penitenziari a fronte di 53.165 detenuti, nel 2009 gli agenti sono 39.000 e i detenuti 64.859. La pianta organica della polizia penitenziaria è fissata per legge in 41.121 unità, ci troviamo pertanto con circa 6.000 agenti in meno a cui devono essere sommate le carenze di personale amministrativo, assistenti sociali, psicologi ed. educatori delle carceri.
L'analisi dello stato giuridico della popolazione detenuta evidenzia inoltre che per circa il 50% del totale dei detenuti si tratta di imputati in attesa di giudizio. Un dato sicuramente da tener presente nella valutazione della corretta applicazione delle misure di custodia cautelare e da porre al centro del dibattito sul ricorso a nuove pene alternative.

Relativamente al Piano carceri, di cui si auspica una rapida approvazione da parte del Consiglio dei ministri, la presente commissione è interessata a raccogliere tutti i dati che hanno contribuito all'elaborazione progettuale e di investimento, e quindi: la data di costruzione delle strutture e ultime ristrutturazioni; la dimensione, la capienza, l'igiene, l'illuminazione, il decoro e il clima delle celle; presenza dei presidi sanitari (infermerie, centri clinici, numero di medici), patologie più frequenti; segnalazioni di eventuali maltrattamenti e violenze, casi di morte e suicidio; adeguatezza degli spazi, della socialità e dell'attività studio e di lavoro dei detenuti: presenza media dei detenuti e del personale penitenziario (ivi inclusi educatori, assistenti sociali e psicologi).
La presente indagine conoscitiva si propone di approfondire i problemi dei sistema carcerario italiano acquisendo notizie ed informazioni utili a:

a) rispondere alla grave emergenza del sovraffollamento degli istituti di pena, ponendo particolare attenzione alle condizioni di vita dei detenuti, allo stato dell'edilizia penitenziaria e agli spazi detentivi, in relazione anche al profilo specifico degli stessi (tossicodipendenza e malattie psichiatriche);

b) verificare la corrispondenza e la sostenibilità del numero di personale di polizia penitenziaria rispetto alla popolazione carceraria;

c) approfondire le condizioni della sanità penitenziaria a seguito del passaggio al Ssn;

d) comprendere i dati e le cause relative al numero di morti e di suicidi in carcere e i fenomeni di autolesionismo e di violenza in genere;

e) esaminare il tema e l'attuazione del diritto allo studio e al lavoro in carcere;

f) accertare la corretta e compiuta attuazione dei regolamenti penitenziari;

g)verificare l'attuale normativa dell'edilizia carceraria al fine di ripensare il modello penitenziario e affrontare le nuove esigenze e i nuovi bisogni dei detenuti, anche acquisendo i progetti di ristrutturazione in corso;

h)verificare sulla base dello statuto delle Casse delle Ammende anche i progetti di recupero e reinserimento sociale che possono essere finanziati.

Per le suddette finalità, ai sensi dell'articolo 144 del Regolamento della Camera, procede ad acquisire notizie, informazioni e documenti anche attraverso l'audizione di qualsiasi persona in grado di fornire elementi utili all'indagine stessa e sopralluoghi, anche con esperti, nelle carceri individuate a campione.

Roma, 11 novembre 2009

On. Donatella FERRANTI
Capogruppo PD II Commissione Giustizia