L'ARCHIVIO DI OLTREILCARCERE

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venerdì 7 maggio 2010

Alfano riferisce in Cdm, ma niente decreto


Ansa, 7 maggio 2010

Nella corso della odierna riunione di Governo, il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha riferito sulla grave situazione penitenziaria italiana. Dopo aver fornito i numeri dell'emergenza carceri (67.473 detenuti per una capienza regolamentare di 44.218 posti e un limite tollerabile di 66.905 posti), il guardasigilli ha ribadito i tre pilastri dell'intervento del Governo che esclude qualsiasi ipotesi di nuovi indulti o amnistie.

Innanzitutto la realizzazione di 21.479 nuovi posti previsti dal piano straordinario messo a punto dal capo Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria Franco Ionta e che probabilmente sarà valutato la prossima settimana dal Comitato di sorveglianza previsto dal decreto con cui lo scorso gennaio è stato deciso lo stato di emergenza penitenziaria. Il secondo pilastro riguarda l'assunzione di duemila nuovi agenti di polizia penitenziaria. Infine, le misure normative di accompagnamento, che prevedono la concessione della detenzione domiciliare ai detenuti con un residuo di pena di un anno e la messa alla prova degli imputabili per reati fino a tre anni di pena. Il testo del disegno di legge sulla detenzione domiciliare e la probation recepirà inoltre alcune indicazioni venute dalla Lega

Alfano: situazione grave ma risolvibile

"La situazione nelle carceri italiane è davvero grave, ma noi la stiamo fronteggiando con compiutezza". Così il ministro della Giustizia Angelino Alfano da Catania, dove si trova per aprire i lavori del 10° Congresso di Primavera della Società Italiana di Chirurgia, dal titolo La chirurgia italiana dal secolo scorso al futuro. Scienza, legislazione, responsabilità.
Spiega il guardasigilli: "Noi stiamo facendo tre cose per risolvere i problemi: un nuovo piano di edilizia carceraria che serve ad incrementare il numero dei posti negli istituti penitenziari perché non intendiamo procedere ad alcuna amnistia né indulto. Il secondo punto è l'immissione di duemila agenti di polizia penitenziaria, che servono a fare funzionare le carceri che apriremo e fare funzionare meglio quelle che già ci sono. E infine vareremo alcune norme che non hanno alcun intendimento di mandare i delinquenti per strada ma hanno lo scopo di completare questo piano delle carceri che ha avuto, da parte del Parlamento e del governo, 600 milioni di euro solo per il primo anno".
"Noi stiamo procedendo", afferma Alfano, che ribadisce: "Domani mattina, illustrerò la situazione al Consiglio dei Ministri e dopo il provvedimento procederà in commissione, perché è stato già messo in calendario il percorso di questo disegno di legge che sarà il 16 maggio in aula. Ai cittadini diciamo - conclude il guardasigilli - che nessun detenuto andrà in libertà".

Risolvere problema entro l'estate

Nessun tono acceso in consiglio dei Ministri sul provvedimento svuota carceri, preceduto nei giorni scorsi dalle polemiche per le critiche di Roberto Maroni. Ad intervenire sono stati Ignazio La Russa e Roberto Calderoli e soprattutto c'è stata una relazione del guardasigilli Angelino Alfano che ha sottolineato come non ci siano frizioni con il titolare del Viminale. Il ministro della Giustizia ha spiegato nella riunione odierna di voler andare avanti perché occorre risolvere il problema "entro l'estate".