L'ARCHIVIO DI OLTREILCARCERE

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lunedì 14 aprile 2008

Carcere/Giustizia- Allarme dalle carceri sulle elezioni

L'espresso (d.d.p.)- Il pm Roberti: "La camorra cerca di ottenere benefici sul piano penitenziario"
L´allarme è arrivato in Procura qualche giorno fa: alcuni boss detenuti nelle carceri italiane si sarebbero attivati per individuare i partiti politici e i candidati sui quali far convergere il sostegno elettorale delle organizzazioni malavitose in occasione delle consultazioni politiche in programma oggi e domani. Segnali in questo senso sono stati captati dal Dipartimento dell´amministrazione penitenziaria che ha immediatamente comunicato la circostanza agli uffici giudiziari interessati: fra questi c´è anche Napoli, dove il pool anticamorra coordinato dal procuratore aggiunto Franco Roberti si è già messo al lavoro per scongiurare possibili inquinamenti delle elezioni. Un capitolo delicato, dunque, che viene seguito con estrema cautela e nella massima riservatezza.Spiega Roberti a "Repubblica": «Come tutte le mafie, anche la camorra è da sempre interessata alle vicende politiche, nella speranza che prevalgano esponenti dai quali presume di poter ottenere benefici sul piano penitenziario, con riferimento soprattutto all´eventuale attenuazione dell´articolo 41 bis dell´ordinamento penitenziario che disciplina il carcere duro, o su quello degli affari. È compito della magistratura - sottolinea il magistrato - e delle forze dell´ordine accertare tentativi di condizionamento della libera espressione del voto». Top secret il contenuto delle informative trasmesse dal Dap, che ha girato segnalazioni analoghe ad altre procure, come Reggio Calabria e Palermo, e la natura dei segnali che hanno fatto scattare l´allerta investigativo. Ma è evidente che uno dei nervi scoperti delle organizzazioni malavitose italiane rimane proprio il 41 bis, lo strumento contro il quale più volte in questi anni si sono scagliati, anche pubblicamente, boss ed ergastolani.Gli inquirenti dovranno provare ad accertare se il "fermento" registrato all´interno delle carceri si sia in qualche misura concretamente tradotto in un "ordine di scuderia" impartito all´esterno e se, a Napoli come nelle altre regioni italiane dove più forte è la presenza delle mafie, siano state poste in essere condotte che possano far ipotizzare l´accusa voto di scambio politico-mafioso prevista dall´articolo 416 ter. Al momento comunque non risultano fascicoli aperti per questa ipotesi di reato né tanto meno indagati. Ciò nonostante, ogni elemento e ogni spunto verrà scandagliato nella maniera più approfondita possibile. Fonti ufficiose riportare ieri dalle agenzie di stampa indicano nel carcere milanese di Opera e in quello romano di Rebibbia alcuni degli istituti dove si sarebbero verificati alcuni di questi contatti. A Rebibbia infatti dal controllo della posta indirizzata a un detenuto della Sacra corona unita pugliese è saltato fuori un appello a sostenere schieramenti favorevoli all´abolizione dell´ergastolo che era stato firmato da un gruppo di reclusi del carcere di Spoleto condannati al carcere a vita.