L'ARCHIVIO DI OLTREILCARCERE

Dal 2007 al 2014 sono stati pubblicati più di 1300 documenti che hanno trattato argomenti riferiti al Servizio Sociale della Giustizia, agli Uffici per l'Esecuzione Penale Esterna, al Sistema dell'Esecuzione Penale Esterna attraverso solidarietaasmilano.blocspot.com

mercoledì 4 marzo 2009

SITUAZIONE UEPE VENETO

COMUNICATO SULLA SITUAZIONE DEGLI U.E.P.E.

Riguardo alla situazione dell’esecuzione penale esterna si vuole porre l’accento alle seguenti questioni:
1. è piuttosto evidente che a partire dal post-indulto 2006 il ruolo degli UEPE è stato messo in discussione. Segnale inequivocabile è stato il progetto di sperimentazione dei nuclei di polizia penitenziaria negli UEPE per il controllo delle misure alternative;
2. in occasione di fatti di cronaca che hanno visto persone ammesse a misure alternative alla carcerazione commettere altri reati, l’informazione giornalistica è stata imprecisa e sommaria suscitando ulteriormente allarme sociale rispetto alle forme alternative dell’esecuzione penale;
3. parti della Magistratura di Sorveglianza hanno espresso negativi apprezzamenti al riguardo delle misure alternative e in particolare relativamente all’affidamento in prova ai Servizi Sociali considerato una “Scatola vuota” ormai priva di contenuti che la stessa Magistratura di Sorveglianza ha provato a riempire attraverso una discutibile applicazione dell’art. 47 c.p. c. 7, imponendo forme di risarcimento alle vittime dei reati non precedute da un appropriato ascolto alle stesse;
4. in vari momenti si è ipotizzata l’applicazione dell’Istituto della “messa alla prova” anche nel settore penale adulti, dapprima col disegno di legge cosiddetto Mastella che la prevedeva per condanne sino a i 2 anni e più recentemente con la presentazione alla commissione giustizia di una ipotesi di applicazione della messa alla prova per condanne sino ai 4 anni.
Il futuro delle misure alternative e insieme il futuro degli U:E:P:E: appare pertanto incerto e sembra poter prendere le dimensioni più disparate.
Come operatori, che ormai da decine di anni lavorano negli U.E.P.E. ex C.S.S.A. facciamo presente che:
• l’area penale esterna ha gestito nella fase che ha preceduto l’indulto del 2006 un numero di persone soggette ad esecuzione penale esterna quasi pari a quello delle persone detenute;
• una ricerca effettuata su dati del 1998 ha evidenziato che il tasso di recidiva nella commissione di nuovi reati presentato dai soggetti fruitori di misure alternative è risultato nettamente più basso di quello relativo ai detenuti;
• questo risultato è stato ottenuto da Servizi dell’Amministrazione Penitenziaria, i CSSA, mai dotati a pieno degli organici previsti e dai mezzi necessari(auto di servizio ed altri mezzi) e solo parzialmente decentrati sul territorio.
Riteniamo perciò che si debba riflettere sull’esperienza passata prima di metter mano al futuro degli UEPE e cioè che una riorganizzazione dell’esecuzione penale esterna come quella che si profila con la bozza di decreto regolamentare in applicazione dell’art. 71 O.P. NON POSSA PRESCINDERE DA UN PROGETTO PORGANICO CHE RIGUARDI IL SENSO CHE SI VUOLE DARE ALL’ESECUZIONE PENALE ESTERNA. PROGETTO CHE NECESSITA UN CHIARIMENTO GENERALE CHE COINVOLGA ANCHE LA MAGISTRATURA DI SORVEGLIANZA IN MERITO AI CONTENUTI E ALLE FORME DELL’ESECUZIONE PENALE, ALTRENATIVA AL CARCERE.
Per quanto riguarda lo specifico, lo stato dell’esecuzione penale esterna nell’area di competenza del Tribunale di Sorveglianza di Venezia si deve registrare un atteggiamento della Magistratura di Sorveglianza molto cauto nella concessione dei permessi premio e un trend relativo alle misure alternative che registra la prevalenza della detenzione domiciliare rispetto all’affidamento in prova al Servizio Sociale. Si osserva, inoltre, un aumento della concessione della semilibertà e cioè l’utilizzo di una misura originariamente concepita per soggetti detenuti che iniziano a sperimentare forme diverse di reinserimento sociale attraverso il lavoro anche a soggetti liberi che richiedono misure alternative.
Giungendo alla situazione concreta degli UEPE del Triveneto si deve rilevare l’insufficienza degli organici non soltanto per quanto riguarda il personale amministrativo contabile e di servizio sociale, ma anche dei Dirigenti degli uffici, allo stato 3 unità per 6 uffici e relative sedi di servizio.
Si deve porre l’accento, inoltre, che il processo di decentramento degli uffici sul territorio che prevedeva una dislocazione provinciale delle sedi di servizio sembra aver trovato una battuta d‘arresto proprio con l’ipotesi di decreto regolamentare nel cui allegati tabellari non si trova traccia delle sedi di: Rovigo e Prodenone, mentre è poco chiaro sull’abbinamento Treviso e Belluno.
Ricordiamo in proposito che la sede di Treviso per mancanza di personale amministrativo è tutt’ora aperta per tre soli giorni alla settimana. I mezzi di servizio a disposizione degli UEPE sono, inoltre, talmente datati che diventa rischioso utilizzarli per le tratte extraurbane, si pone l’accento che gli UEPE del Triveneto devono svolgere servizio anche in zone montuose come le province di Belluno, Udine per non parlare di Trento e Bolzano.
Vogliamo sottolineare, che se si intende attribuire agli UEPE un ruolo più ampio nella gestione dell’esecuzione penale esterna tali servizi devono essere dotati di risorse adeguate.
1. non è pensabile richiedere agli UEPE di adottare un approccio multidisciplinare nell’osservazione del condannato libero senza che tutti i servizi possono contare sull’apporto di psicologi e criminologi in adeguata misura;
2. non si può pensare che gli UEPE svolgono un reale supporto verso il reinserimento sociale dei condannati senza disporre di concrete risorse da spendere per il reinserimento lavorativo di tali soggetti;
3. non è possibile richiedere agli UEPE di predisporre progetti per la messa alla prova di condannati o di mettere in pratica forme di giustizia riparativa senza prevedere un preliminare coinvolgimento degli Enti Locali del terzo settore e della società civile sulla base di un progetto condiviso.

FP-CGIL VENETO RDB- VENETO FPS-CISL VENETO USPP-UGL TRIVENETO