L'ARCHIVIO DI OLTREILCARCERE

Dal 2007 al 2014 sono stati pubblicati più di 1300 documenti che hanno trattato argomenti riferiti al Servizio Sociale della Giustizia, agli Uffici per l'Esecuzione Penale Esterna, al Sistema dell'Esecuzione Penale Esterna attraverso solidarietaasmilano.blocspot.com

giovedì 26 aprile 2007

COORDINAMENTO ASSISTENTI SOCIALI GIUSTIZIA

Gentile Marco MammuccariHo avuto modo di leggere il comunicato stampa Quale futuro per l’Esecuzione Penale Esterna ?" Quante ingiustificate paure per una riforma necessaria " (necessaria per chi?) pertanto Le scrivo per dirLe che se tanta gente all'interno degli UEPE,(diversi sono gli operatori iscritti anche alla CISL) ma anche fuori dagli UEPE si sta muovendo, forse non tutto è così scontato come appare.Lungi da noi e da chi con noi condivide questa mobilitazione voler in qualche modo sminuire il ruolo della polizia penitenziaria o non volere che la pol.pen si evolva ma se ciò deve avvenire, che avvenga senza mettere in crisi servizi che hanno una specificità rieducativa, risocializzante, di inclusione sociale, e di garanzia del condannato.L'evoluzione della pol. pen. secondo noi deve avvenire in altro modo e su altri fronti.Oggi le misure alternative hanno il vantaggio di raggiungere un buon risultato con un costo contenuto, siamo sicuri che con l'impiego della polizia penitenziaria, che non potrà mai sostituire in toto le FF.OO. sul territorio, si mantenga la stessa economicità o i costi aumenterebbero a dismisura?Questo come cittadini, oltre che come operatori, ci deve interessare!!!
Non posso infine non far presente, senza voler fare ad ogni costo polemica, che tutte le uscite pubbliche sia del Ministro della Giustizia sia dei sindacati della Pol. Pen prima della nostra mobilitazione abbiano ignorato che per 32 anni le misure alternative sono state gestite, e loro stessi dicono con buoni risultati, da un'unica professionalità, quella dell'assistente sociale (senza nulla togliere alle altre professionalità presenti all'interno degli UEPE) ammesso che da oggi si introduca la figura del poliziotto penitenziario, forse è un pò prematuro per dire che andrà tutto bene. L'efficacia di tale controllo è ancora tutto teorico e da dimostrare, mentre il sitema attuale è ormai rodato e comincia anche ad essere studiato attentamente sulla sua efficienza ed efficacia.Mi dica onestamente : se fosse capitato alla pol. pen. questo paradossale mancato riconoscimento voi sareste stati contenti e avreste accettato stoicamente di essere ignorati?Forse dobbiamo accettare che le ragioni di chi non può contare su grossi numeri sono meno valide?Forse, se ci fermiamo tutti a ragionare con maggiore obiettività e freddezza troveremmo soluzioni che vanno bene per tutti.cordialmente Anna Muschitiello (segretaria nazionale CASG). www.casg.it
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Gentile Eugenio Sarno

La ringrazio per aver inviato direttamente a questo indirizzo il comunicato stampa della UILPA, che del resto avevo già avuto modo di leggere, colgo l'occasione per dirLe che se tanta gente all'interno degli UEPE, ma anche fuori dagli UEPE si sta muovendo forse non tutto è così scontato come appare.

Lungi da noi e da chi con noi condivide questa mobilitazione voler in qualche modo sminuire il ruolo della polizia penitenziaria o non volere che la polpen si evolva e se ciò deve avvenire, che avvenga senza mettere in crisi servizi che hanno una specificità rieducativa, risocializzante, di inclusione sociale, e di garanzia del condannato.

L'evoluzione della pol. pen. secondo noi deve avvenire in altro modo e su altri fronti.

Oggi le misure alternative hanno il vantaggio di raggiungere un buon risultato con un costo contenuto, siamo sicuri che con l'impiego della polizia penitenziaria, che non potrà mai sostituire in toto le FF.OO. sul territorio, si mantenga la stessa economicità o i costi aumenterebbero a dismisura?

Questo come cittadini, oltre che come operatori, ci deve interessare.

Non posso infine non far presente, senza voler fare ad ogni costo polemica, che tutte le uscite pubbliche sia del Ministro della Giustizia sia dei sindacati della Pol. Pen prima della nostra mobilitazione abbiano ignorato che per 32 anni le misure alternative sono state gestite, e loro stessi dicono con buoni risultati, da un'unica professionalità, quella dell'assistente sociale; ammesso che da oggi si introduca la figura del poliziotto penitenziario, forse è un pò prematuro per dire che andrà tutto bene. l'efficacia di tale controllo è ancora tutto teorico e da dimostrare, mentre il sitema attuale è ormai rodato e comincia anche ad essere studiato attentamente sulla sua efficienza ed efficacia.

Mi dica onestamente : se fosse capitato alla pol. pen. questo paradossale mancato riconoscimento voi sareste stati contenti e avreste accettato stoicamente di essere ignorati?

Forse dobbiamo accettare che le ragioni di chi non può contare su grossi numeri sono meno valide?

Forse, se ci fermiamo tutti a ragionare con maggiore obiettività e freddezza troveremmo soluzioni che vanno bene per tutti.

cordialmente Anna Muschitiello (segretaria nazionale CASG)
www.casg.it
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Gentile Roberto Martinelli
La ringrazio per aver inviato direttamente a questo indirizzo il comunicato stampa del SAPPE, che del resto avevo già avuto modo di leggere, colgo l'occasione per dirLe che se tanta gente all'interno degli UEPE, ma anche fuori dagli UEPE si sta muovendo forse non tutto è così scontato come appare.
Lungi da noi e da chi con noi condivide questa mobilitazione voler in qualche modo sminuire il ruolo della polizia penitenziaria o non volere che la polpen si evolva e se ciò deve avvenire, che avvenga senza mettere in crisi servizi che hanno una specificità rieducativa, risocializzante, di inclusione sociale, e di garanzia del condannato.L'evoluzione della pol. pen. secondo noi deve avvenire in altro modo e su altri fronti.
Oggi le misure alternative hanno il vantaggio di raggiungere un buon risultato con un costo contenuto, siamo sicuri che con l'impiego della polizia penitenziaria, che non potrà mai sostituire in toto le FF.OO. sul territorio, si mantenga la stessa economicità o i costi aumenterebbero a dismisura?Questo come cittadini, oltre che come operatori, ci deve interessare.Non posso infine non far presente, senza voler fare ad ogni costo polemica, che tutte le uscite pubbliche sia del Ministro della Giustizia sia dei sindacati della Pol. Pen prima della nostra mobilitazione abbiano ignorato che per 32 anni le misure alternative sono state gestite, e loro stessi dicono con buoni risultati, da un'unica professionalità, quella dell'assistente sociale; ammesso che da oggi si introduca la figura del poliziotto penitenziario, forse è un pò prematuro per dire che andrà tutto bene. l'efficacia di tale controllo è ancora tutto teorico e da dimostrare, mentre il sitema attuale è ormai rodato e comincia anche ad essere studiato attentamente sulla sua efficienza ed efficacia.
Mi dica onestamente : se fosse capitato alla pol. pen. questo paradossale mancato riconoscimento voi sareste stati contenti e avreste accettato stoicamente di essere ignorati?Forse dobbiamo accettare che le ragioni di chi non può contare su grossi numeri sono meno valide?Forse, se ci fermiamo tutti a ragionare con maggiore obiettività e freddezza troveremmo soluzioni che vanno bene per tutti.
Cordialmente Anna Muschitiello (segretaria nazionale CASG)
www.casg.it