L'ARCHIVIO DI OLTREILCARCERE

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giovedì 26 aprile 2007

GARANTE DEI DETENUTI LAZIO

Polizia Penitenziaria: 9% degli agenti svolge attività improprie
Garante dei detenuti del Lazio, 25 aprile 2007Impiegati amministrativi, autisti o, addirittura, baristi negli spacci interni. È questa la sorte (più o meno voluta) di circa 3.500 agenti di polizia penitenziaria, circa il 9% dei 41.500 agenti in servizio su tutto il territorio nazionale. Dovrebbero svolgere il loro lavoro a contatto con i detenuti e invece si trovano ad essere impiegati in mansioni che non sono quelle messe a base della loro assunzione, amministrativi o attività di ristorazione. La denuncia - più volte in passato sollevata anche dai sindacati di categoria - è stata rilanciata dal Garante dei Diritti dei Detenuti del Lazio, avvocato Angiolo Marroni.Agenti di polizia penitenziaria sono distaccati al Dipartimento per l’Amministrazione Penitenziaria e nei Provveditorati Regionali, al Ministero della Giustizia, alla Corte dei Conti, al Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) e nei Tribunali di tutta Italia e non si riesce ad avere, tra l’altro, piante organiche chiare e carichi di lavoro del personale di polizia penitenziaria.Oltre gli innumerevoli servizi istituzionali già affidati al corpo di polizia penitenziaria quelli che, da ultimo, il Dap vuole affidare agli operatori sono impieghi nei reparti Gom (Gruppi Operativi Mobili), Uspev (Ufficio Sicurezza Personale e Vigilanza), polizia investigativa ed esecuzione penale esterna. Nei prossimi giorni le organizzazioni sindacali del personale si incontreranno con l’amministrazione Penitenziaria per la discussione di tali intenti."A condizioni date, con riferimento agli organici esistenti, ci si domanda chi lavorerà negli istituti di pena", ha detto il Garante dei detenuti della Regione Lazio Angiolo Marroni.Secondo gli ultimi dati, infatti, sul territorio nazionale il rapporto fra agenti e detenuti dovrebbe essere di 1 a 1. Ma, nella realtà dei fatti, le cose non stanno esattamente così. E fra malattie, ferie e turnazioni degli agenti a fare la differenza, come spesso sottolineato dai sindacati, è proprio il numero di agenti impiegato in attività che poco o nulla hanno a che fare con il mondo del carcere.Il Garante dei detenuti Angiolo Marroni ha ricordato che questa situazione si riflette soprattutto sulla vita quotidiana del carcere. "Spesso ci siamo sentiti rispondere che non era possibile organizzare attività culturali e ricreative in carcere come corsi scolastici e di formazione professionale per mancanza di agenti - ha detto - Ma spesso ci sono difficoltà anche per far fare una telefonata ad un detenuto o per consentirgli di avere un colloquio. Una situazione, questa, che ovviamente danneggia pesantemente anche il resto degli agenti di polizia penitenziaria costretti spesso a turni di lavoro massacranti in un ambiente non facile come quello del carcere. E pensare che ci sono 3.500 agenti impegnati altrove. Mentre nel carcere di Cassino basterebbero solo 10 agenti in più per vivere una situazione di gran lunga migliore".

CARCERI: GARANTE LAZIO, PER 9% AGENTI MANSIONI NON APPROPRIATE
Roma, 25 apr. - (Adnkronos) - ''Impiegati amministrativi, autisti o, addirittura, baristi negli spacci interni. E' questa la sorte, piu' o meno voluta, di circa 3.500 agenti di polizia penitenziaria, circa il 9% dei 41.500 agenti in servizio su tutto il territorio nazionale. Dovrebbero svolgere il loro lavoro a contatto con i detenuti e invece si trovano ad essere impiegati in mansioni che non sono quelle messe a base della loro assunzione''. La denuncia, piu' volte in passato sollevata anche dai sindacati di categoria, e' stata rilanciata dal Garante dei diritti dei detenuti del Lazio, l'avvocato Angiolo Marroni. ''Agenti di polizia penitenziaria - ha sottolineato il garante - sono distaccati al dipartimento per l'Amministrazione penitenziaria e nei provveditorati regionali, al ministero della Giustizia, alla Corte dei conti, al Consiglio superiore della magistratura e nei tribunali di tutta Italia e non si riesce ad avere, tra l'altro, piante organiche chiare e carichi di lavoro del personale di polizia penitenziaria. Oltre gli innumerevoli servizi istituzionali gia' affidati al corpo di polizia penitenziaria, quelli che il Dap (Dipartimento di amministrazione penitenziaria) vuole affidare agli operatori sono impieghi nei reparti Gom (Gruppi Operativi Mobili), Uspev (Ufficio Sicurezza Personale e Vigilanza), polizia investigativa ed esecuzione penale esterna. Nei prossimi giorni le organizzazioni sindacali del personale si incontreranno con l'amministrazione penitenziaria per la discussione di tali intenti. (segue) (Fto/Zn/Adnkronos)