L'ARCHIVIO DI OLTREILCARCERE

Dal 2007 al 2014 sono stati pubblicati più di 1300 documenti che hanno trattato argomenti riferiti al Servizio Sociale della Giustizia, agli Uffici per l'Esecuzione Penale Esterna, al Sistema dell'Esecuzione Penale Esterna attraverso solidarietaasmilano.blocspot.com

mercoledì 9 maggio 2007

Giustizia: Mastella - polizia penitenziaria nelle misure alternative

Apcom, 8 maggio 2007

"Il corpo di polizia penitenziaria merita di essere considerato oggi un
presidio di legalità, al servizio della giustizia penale nel suo complesso
e non solo del carcere". Lo ha sottolineato il ministro della Giustizia
Clemente Mastella al termine della visita, insieme al presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano, al carcere romano di Rebibbia.
"Se la pena evolve verso soluzioni diverse da quella detentiva -ha detto
il Guardasigilli - anche la polizia penitenziaria dovrà spostare le sue
competenze al di là delle mura del carcere, parallelamente all’affermarsi
del suo ruolo di vera e propria polizia dell’esecuzione penale. Il futuro
di questo corpo di polizia deve dunque vedere rivolto il suo impiego verso
un quadro diversificato di sanzioni, nella considerazione del carcere come
extrema ratio della risposta sociale ai fenomeni di illegalità". Mastella
ribadisce l’importanza dell’innovazione volta a "garantire l’impiego della
polizia penitenziaria al fianco degli operatori dell’esecuzione penale
esterna, per garantire l’effettività delle scelte sanzionatorie
alternative al carcere" e anche per "far crescere la considerazione
dell’opinione pubblica su queste misure che, spesso, non vengono avvertite
come vere e proprie pene".
Se la pena per il condannato avrà anche soluzioni diverse dal carcere il
corpo della Polizia penitenziaria, da sempre impegnato negli istituti di
reclusione, dovrà anch’esso "spostare le sue competenze al di là delle
mura del carcere". Lo afferma il ministro della Giustizia, Clemente
Mastella, intervenendo a Rebibbia in occasione della visita del Presidente
della Repubblica, Giorgio Napolitano, al carcere romano. Mastella spiega
che oltre agli interventi in programma per una migliore gestione degli
istituti di pena italiani ne sono previsti anche in riferimento alla
Polizia penitenziaria. È infatti di questi giorni, sottolinea,
"l’innovazione mirante a garantire l’impiego della polizia penitenziaria a
fianco degli operatori dell’esecuzione penale esterna, per garantire
l’effettività delle scelte sanzionatorie alternative al carcere".
Il Guardasigilli spiega che si tratta di "una riforma che mira a rendere
funzionali e credibili le misure alternative alla detenzione, allo scopo -
dice Mastella - di renderne sempre più affidabile e frequente l’utilizzo".
Inoltre, continua, "si tratta di offrire un riconoscimento istituzionale a
quanti con sacrificio hanno legato la propria dimensione personale e
professionale ad un ambiente connotato da sofferenza e - oggi più che mai
- espressione di disagio, di povertà, di malattie".
Il corpo di Polizia penitenziaria, rileva Mastella, "merita di essere oggi
considerato un presidio di legalità al servizio della giustizia penale nel
suo complesso e non solo del carcere". Mastella non ha dubbi, "se la pena
evolve verso soluzioni diverse da quella detentiva, anche la polizia
penitenziaria dovrà spostare le sue competenze al di là delle mura del
carcere, parallelamente - conclude - all’affermarsi del suo ruolo quale
quello di vera e propria polizia dell’esecuzione penale. Un compito di
grande dignità e di grande rilievo".