L'ARCHIVIO DI OLTREILCARCERE

Dal 2007 al 2014 sono stati pubblicati più di 1300 documenti che hanno trattato argomenti riferiti al Servizio Sociale della Giustizia, agli Uffici per l'Esecuzione Penale Esterna, al Sistema dell'Esecuzione Penale Esterna attraverso solidarietaasmilano.blocspot.com

domenica 8 giugno 2014

Uffisi per l'Esecuzione penale Esterna : Progetto M.A.S.T.E.R. attività degli Esperti in Servizio Sociale e prospettive future


Alla c.a.Commissione Europea della Giustizia

Alla c.a. del Presidente del Consiglio dei Ministri

On. Matteo Renzi

Alla c.a. del  Ministro della Giustizia

On. Andrea Orlando

Alla c.a. del Dirigente del  Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria

Dr. Giovanni Tamburino

Alla c.a. del Direttore  Generale dell’ Esecuzione Penale Esterna

Alla c.a. del  Direttore della Cassa delle Ammende 

Dr.  Rallo Nicolò Maurizio

Alla c.a. dei Direttori degli Uffici di Esecuzione Penale Esterna

Alla c.a. del  Presidente e al Consiglio dell’ Ordine Nazionale Assistenti Sociali

Prof. A.S. Edda Samory

Alla c.a. dei  Presidenti degli Ordini degli Assistenti Sociali delle varie Regioni coinvolte

Alla c.a. dei Garanti dei  Detenuti delle regioni coinvolte

Alla c.a. del  Segretario Nazionale del CONFSAL – UNSA- Coordinamento Nazionale Giustizia

Alla c.a. della  Delegazione C.G.I.L. Funzione Pubblica

Alla c.a. della  Delegazione C. S.L. Funzione Pubblica

Alla c.a. della  Delegazione V.I.L. Funzione Pubblica

 

Oggetto: Progetto M.A.S.T.E.R. attività degli Esperti in Servizio Sociale e prospettive    future

La presente intende dar voce a tutti  gli Esperti Assistenti Sociali  che nel 2011 a seguito di un’opportuna e scrupolosa  selezione  hanno dato inizio alla loro opera professionale  all’interno degli  Uffici EPE delle seguenti Regioni: Basilicata, Campania, Calabria, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria, Triveneto.

lo scopo è quello di portare all’attenzione  della S.V. il reale impegno e l’operato che gli  Assistenti Sociali selezionati  nel numero di 100 in tutta Italia per  il Progetto denominato “MASTER” (progetto n°2010/33 – approvato dalla Cassa delle Ammende nell’anno 2011, nato con la finalità di “garantire il mantenimento e l’accrescimento degli standard trattamentali minimi, assicurati dagli Uffici di esecuzione penale esterna nei confronti degli ammessi alle misure alternative alla detenzione[1]) hanno profuso nel corso di questi due anni negli Uffici EPE dei vari comparti territoriali regionali.

Gli esperti  a.s. hanno affiancato il personale di servizio sociale di ruolo nei vari Uffici  E.P.E. con l’obiettivo di ridurre lo squilibrio nella distribuzione territoriale degli assistenti sociali tra gli uffici, andando a sanare, seppur parzialmente, le situazioni di più grave carenza”

Inoltre il progetto prevede che: ”il numero di tali operatori, che hanno funzione di sostegno e controllo nei confronti dei condannati in misura alternativa, debba  essere incrementato soprattutto negli Uffici che, per percentuale di scopertura degli organici, specificità territoriale o rilevanza della sede, l’Amministrazione ritiene bisognosi di rinforzo.

Questo a significare che, anche se con forte ritardo, l’Amministrazione Pubblica  si è resa consapevole dell’ingente carico di lavoro degli Uffici EPE (dati rilevabili consultando le statistiche pubblicate mensilmente sul sito della DGEPE  ) e l’evidente sottorganico che li caratterizza.

   Allo stesso modo durante questi due anni di attività abbiamo rilevato quale e quanto sia l’effettivo carico di lavoro presente presso tutti gli Uffici di Esecuzione Penale Esterna in cui siamo impegnati, e ciò vale tanto più per quelle realtà a maggiore indice di criminalità (organizzata e non organizzata). In tali contesti il rischio di rafforzare la catena dell’insicurezza percepita e la marginalità sociale è forse più elevato che altrove.

    Gli interventi professionali degli esperti a.s. si svolgono prevalentemente sul territorio: le richieste di intervento riguardano tutte quelle area di competenza degli UEPE.

Quanto appena dichiarato è evincibile dai dati presenti sul sito della DGEPE consultabile dagli uffici di Esecuzione Penale attraverso intranet in merito ai casi trattati dagli Esperti Master per il I° anno di consulenza (2011/2012). Evidenziamo alcuni tra i dati più significativi:

N  
DENOMINAZIONE DEGLI INCARICHI
TOTALE ANNUO ESPERTI DI TUTTA ITALIA
1
 72IN Indagini per motivi vari (di cui in maggioranza Accertamenti di Domicilio L.199/10)
per un totale di 2.859 casi trattati
2
13CS Indagini per detenuti in osservazione in Istituti di competenza in altri UEPE
per un totale di 1.385 casi trattati
3
13OT Osservazione in Istituto ai fini del trattamento
per un totale di 1.469 casi trattati
4
13OL Osservazione dalla Libertà
per un totale di 1.498 casi trattati
5
73 LU Lavoro di pubblica Utilità
per un totale di 2.429 casi trattati
6
47 TL Detenzione Domiciliare dalla Libertà
per un totale di 730 casi trattati
7
47 TD Detenzione domiciliare dalla detenzione
per un totale di 1.340 casi trattati

 

Con i presenti abbiamo evidenziato solo 7 aree di intervento, per le quali è stato speso maggiore carico lavorativo ma le aree totali  di intervento  sono state ben 38 nel corso dell’intero anno di lavoro.

Calcolando tutti gli interventi effettuati durante il primo anno di svolgimento del progetto, sono stati trattati ben 14.693 casi. La media dei soggetti trattati ad esperto è di 147  e va evidenziato che durante il primo anno ogni esperto aveva in media 64 ore di consulenza  mensili, (meno di un part-time). Nonostante tali dati non poco rilevanti, il progetto è stato riapprovato per l’anno 2013 con una riduzione del 50% del budget  creando non poche difficoltà nella gestione dell’attività lavorativa degli stessi esperti e degli Uffici beneficiari.

    I predetti interventi sono rivolti da un lato al monitoraggio dell’andamento delle misure di esecuzione penale, ma dall’altro sono fortemente orientati in senso trattamentale: perciò tendono anche a costruire o recuperare reti territoriali di sostegno intorno ai nostri utenti, quasi sempre a rischio di esclusione sociale. L’obiettivo evidentemente è quello di costruire con loro una diversa progettualità di vita, alla quale accedere a conclusione della pena scontata emergendo dal degrado sociale attraverso la revisione critica delle scelte praticate. La revisione critica della condotta antigiuridica è infatti a parere degli scriventi uno dei pilastri della sicurezza sociale. Per realizzarlo occorre lavorare su più fronti contemporaneamente: da un lato seguendo direttamente le persone in esecuzione penale dall’altro affiancando in rete le loro famiglie, madri, mogli e figli spesso coinvolti nelle conseguenze legate alla condanna.

 Dall’altro occorre cercare la collaborazione di altri operatori sociali del territorio con i quali sia possibile elaborare,  insieme ai soggetti interessati, progetti sostenibili che favoriscano un adeguato reinserimento sociale e la remissione dalla condotta antigiuridica.

                Laddove questo progetto venga meno e gli incarichi agli Assistenti Sociali convenzionati non vengano rinnovati ci chiediamo come, gli Uffici, già oltremodo sovraccarichi, ed in forte ed evidente sotto organico (si vada a  confrontare il numero di assistenti sociali previsti nelle piante organiche di ciascun Ufficio EPE evincibile dal Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia del 31/10/2004 mai modificato, con il numero reale del personale assunto, tenendo in considerazione anche i recenti pensionamenti) riusciranno a sopportare questo ulteriore abbattimento di risorse umane a fronte delle numerose riforme di ampliamento delle misure alternative.

          Per questi motivi, rappresentiamo la nostra amarezza come professionisti del sociale e come cittadini ci chiediamo quali impegni si vogliano assumere rispetto alle enormi problematiche qui appena accennate, considerato che ad oggi il progetto sta per concludersi e non sembra ci sia ancora stato alcun passaggio verso un intervento di rinnovo volto a dare continuità agli obiettivi che il progetto stesso ha realizzato, ovvero,  risposte agli utenti e supporto agli Uffici.

      Rinnovo che consentirebbe, come proclamato da più parti,  una maggiore garanzia per la gestione  delle misure alternative anche in vista del loro ampliamento, come auspicato dalla Comunità Europea, ma anche dal legislatore del Dlgs n° 146/2013 recentemente convertito nella legge 10/2014. Senza dimenticare l’attuale disegno di Legge sull’ampliamento delle misure alternative che di recente è stato approvazione alla Camera  e che si trova in attuale discussione presso il Senato.

La previsione di legge che facilita l’accesso alle misure alternative è un’evidente previsione di nuovo, articolato e più complesso lavoro per gli Assistenti Sociali, attivi presso gli Uffici di Esecuzione Penale Esterna. 

          La motivazione che ci spinge a scrivere questo documento deriva dalla necessità di rendere nota la nostra esperienza rappresentando la validità del lavoro svolto con dedizione ed impegno, ma  anche contribuendo a delineare quanto resta e resterà ancora da fare, auspicando che ciò consenta di sensibilizzare  gli Organi decisionali perché si pronuncino direzione di una riconferma del progetto in modo tale da non far disperdere il considerevole impegno professionale impegnato fin qui “sul campo”.

                Impegno al quale attribuiamo un grande valore in termini di crescita professionale perseguito da tutti i soggetti coinvolti nel progetto M.A.S.T.E.R..

           Il rinnovo del progetto  permetterebbe agli Uffici E.P.E.,nei quali  abbiamo investito professionalità, entusiasmo, energia, di essere materialmente sostenuti rispetto all’indefinito carico di lavoro e  di poter garantire un contributo a fronte dell’elevato numero di modifiche e di innovazioni legislative che porteranno agli Uffici E.P.E. all’aumento dei condannati  da seguire sul territorio Italiano. 

Inoltre, la formazione che durante il corso di questi due anni di collaborazione, noi Esperte in Servizio Sociale, abbiamo acquisito nello specifico settore dell’ Esecuzione Penale  auspichiamo  non venga cestinata come tristemente avviene spesso nella nostra ben amata terra per ricominciare con nuovo personale da cui ripartire da zero.

 Sperando  che non si abbia un’inversione di rotta riportando gli Uffici nella situazione di partenza, definita dalla stessa Amministrazione Penitenziaria,  “di grave carenza” ci auguriamo di trovare sostegno e di poter contare nel Vs appoggio per l’accoglienza delle considerazioni esposte., evidenziando, infine, che la prossima scadenza contrattuale è prevista per il  30 giugno 2014.

Cordiali Saluti 

Lì 06/05/2014

Esperti Assistenti Sociali M.A.S.T.E.R. OPERANTI NEI SEGUENTI UFFICI E.P.E.                                                                              

CAMPANIA, T0SCANA, PIEMONTE, BASILICATA, EMILIA ROMAGNA, LAZIO, LIGURIA, LOMBARDIA,  MARCHE, PUGLIA, SARDEGNA, UMBRIA, TRIVENETO



[1] "M.A.S.T.E.R. - Mantenimento e l’Accrescimento degli Standard Trattamentali E di Reinserimento": http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_11_1.wp?previsiousPage=mg_16_1&contentId=SPR655335