L'ARCHIVIO DI OLTREILCARCERE

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venerdì 14 settembre 2007

RADIO RADICALE .IT

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POLIZIA PENITENZIARIA NEGLI UEPE- RINVIATO A LUNEDI' IL CONFRONTO


Il progetto si ritrova a fare i conti con la scarsità di risorse umane e finanziarie a disposizione e i tagli del Ministro Mastella nella finanziaria 2008.
L'organizzazione sindacale di polizia penitenziaria SAPPE, in un comunicato inviato al Ministro Mastella e ai Vertici dell'Amministrazione Penitenziaria in merito alla definizione del Decreto Interministeriale relativo all'istituzione del Servizio di Verifica della polizia penitenziaria negli Uffici per l'Esecuzione Penale Esterna, rappresentando che gli organici degli Istituti sono già in grave difficoltà per assicurare i diritti soggettivi al personale, chiede di "procedere alla definizione Decreto Interministeriale e che il personale non venga più distolto dal Servizio di turno per destinarlo all'UEPE". Il Segretario Generale del Sappe con fermezza chiede al Ministro Mastella di farsi promotore di una iniziativa legislativa diretta all'ampliamento dell'organico per almeno 3.000 unità, che consentano di assegnare, previo apposito corso di formazione e dopo uno specifico interpello, pari numero di unità per le esigenze dell'UEPE.
In previsione del confronto tra Organizzazioni Sindacali ed Amministrazione Penitenziaria sul nuovo schema di decreto, rinviato a lunedì 17 settembre, anche l'Associazione funzionari della Polizia Penitenziaria (ASSOCIAZIONE ANFU), attraverso il proprio segretario nazionale, ha fatto conoscere al Ministro Mastella la propria posizione: "Delude perché snatura i compiti propri di un Corpo di Polizia dello Stato e li subordina funzionalmente a profili professionali amministrativi dell’Amministrazione penitenziaria che nulla hanno a che fare con la Polizia penitenziaria. I tanto famigerati ed annunciati commissariati di Polizia penitenziaria (del quale parlò il Ministro della Giustizia Clemente Mastella nel suo intervento alla Festa nazionale del Corpo dello scorso anno) si sono trasformati in miseri nuclei sperimentali la cui responsabilità verrebbe affidata ai Direttori degli Uepe (che non sono poliziotti, ma impiegati civili dello Stato) i quali dovrebbero disporre (con proprio ordine di servizio e sentito l’assistente sociale assegnatario del caso) i controlli di polizia". L’Anfu preannuncia che produrrà un articolato intervento in occasione della discussione dello schema di decreto proprio per ottenere la modifica delle parti incriminate.
Per il Comitato di Solidarietà Assistenti Sociali, "tutte le Organizzazioni Sindacali della Polizia Penitenziaria sono oggi in serie difficoltà con i propri iscritti, in quanto chi lavora in Carcere e deve ogni giorno garantire i servizi d'Istituto, non è miope. Da un lato denunciano che i diritti soggettivi del personale sono continuamente messi in discussione per carenza di organico, a tal punto da far compiere ogni giorno dei salti mortali per riuscire a garantire i compiti d'Istituto e le diverse competenze attribuite negli anni al Corpo di Polizia Penitenziaria (Traduzioni, Gom, Attività di Polizia Stradale, Cinofila, Missioni Internazionali, Protezione Civile,ecc.), dall'altro le stesse Organizzazioni Sindacali hanno significativamente contribuito a far divenire Priorità, pur dinanzi a tante altre Urgenze, un Progetto, quello dell'Inserimento della Polizia Penitenziaria negli UEPE, incerto- complesso- di difficile realizzazione e per lo più destinato a pochi eletti".
Sempre per il Comitato di Solidarietà, la maggior parte del personale di Polizia Penitenziaria, ricorda molto bene, quanto ha dovuto pagare e tutt'oggi paga, in termini di rinuncia dei propri diritti soggettivi per aver portato a regime il Servizio Traduzioni con un invistimento da parte dell' Amministrazione Centrale insignificante. A detta del Comitato, "anche in quest'occasione il conto alla fine verrà richiesto al personale di polizia penitenziaria che dovrà continuare a garantire i delicati compiti d'Istituto, non meno importanti per la stessa immagine del Corpo. Anche con il nuovo schema di decreto, viene richiesto allo stesso personale di Polizia Penitenziaria di accontentarsi di un -ibrido- la costituzione di un nucleo di verifica negli UEPE (non fa niente se questo comporterà la compromissione della connotazione sociale di tali servizi !), anzichè la costituzione dei Commissariati di Polizia penitenziaria. annunciati un anno fa dal Ministro Mastella".
"Ministro Mastella", sempre per il Comitato che gestisce il blog- http://www.solidarietaasmilano.blogspot.com/- "che in questi giorni ha annunciato per il Ministero della Giustizia , tagli nella finanziaria 2008 che si aggireranno intorno ai 60 milioni di euro di cui, circa 12 milioni di euro riguarderanno anche l'Amministrazione penitenziaria. Risparmi che si vanno ad unire a quelli della finanziaria 2007 che sono stati superiori al 50%".
Il Comitato di solidarietà in una LETTERA APERTA AL MINISTRO MASTELLA , chiede: "Come si concilia tutto questo con l'avvio di una sperimentazione "Inserimento della polizia penitenziaria negli Uffici per l'Esecuzione Penale Esterna (UEPE) per il controllo delle misure alternative" (proposta che sta suscitando forti reazioni e allarme per il futuro dei servizi sociali della Giustizia- settore adulti, nella maggioranza degli assistenti sociali degli UEPE, nel mondo del volontariato penitenziario e dell’associazionismo e tra diverse organizzazioni sindacali) che gioco-forza renderà necessaria la destinazione di consistenti risorse finanziarie, umane e strumentali senza tra l'altro averle preventivate tra le spese per il 2007 e pare neanche tra quelle per il 2008? Come si fa a dire che tale progetto sarà a costo zero, se già in una prima fase si pensa di coinvolgere oltre 100 unità di polizia penitenziaria, attingendoli anche da Istituti con cronica mancanza di personale oltre i diversi esperti ?". "Per avviare tale sperimentazione" per il Comitato di Solidarietà Assistenti Sociali, saranno necessarie auto di servizio, carburante, indennità di missione, straordinari, corsi di formazione, etc.., che con tutta la fantasia possibile, non potranno mai essere a costo zero. Come farà il Signor Ministro a fronteggiare la richiesta di ampliamento degli organici, con migliaia di unità di polizia penitenziaria, che diverse organizzazioni sindacali stanno già presentando a seguito di tale progetto? Nello stesso tempo l'attenzione verso l'area trattamentale- sociale ed educativa continua ad essere prossima allo zero, sia in termini di investimenti in risorse umane che strumentali sia per poter avviare realisticamente con la propria utenza dei percorsi di inclusione sociale.
"Si pensi"- afferma il Comitato- "che molti UEPE, impegnati da 30 anni nella gestione delle misure alternative alla detenzione, tra l'altro con ottimi risultati rispetto alla recidiva come diverse ricerche dimostrano, continuano ad essere sottorganico, gli ex art. 80 (esperti) sono pagati a distanza di mesi e gli sono state ridotte le ore per mancanza di fondi, la maggior parte degli interventi effettuati sul territorio dal personale di Servizio Sociale, sono garantiti grazie agli anticipi di spesa di tale personale, per i loro spostamenti con i mezzi pubblici, visto il ridotto numero di mezzi di servizio, e ancora saprà che tali anticipi, garantiti solo dal senso di dovere dei dipendenti, che rischia di non essere eterno, vengono restituiti dall'Amministrazione Penitenziaria anche dopo svariati mesi di attesa. Inoltre sempre a tale personale non viene riconosciuta la missione di servizio ed altri benefici (previdenziali, rimborso asili nido, ecc.) che per contro sono invece riconosciuti ad altro personale della stessa Amministrazione Penitenziaria. E che dire delle numerose richieste che pervengono agli UEPE dai proprietari degli immobili dove sono ubicati tali servizi e dagli enti erogatori dell'energia elettrica e del servizio telefonico per i ritardi nei pagamenti? E della mancanza della ormai indispensabile strumentazione informatica e spesso della stessa cancelleria, al cui acquisto più volte provvedono di tasca loro i dipendenti?". Per il Comitato "Il personale degli Uepe e le stesse Organizzazioni Sindacali del Comparto Ministeri, nel denunciare negli anni la sofferenza e le pesanti problematiche del settore, si sono sempre dovuti scontrare con la sordità sia della precedente che dell'attuale gestione amministrativa del settore penitenziario(si pensi ai continui rinvii di incontri sugli uepe, ancora da realizzare)".
Per il Comitato di Solidarietà Assistenti Sociali," questi Uffici, che sono riusciti a garantire, nell'arco di 30 anni, con investimenti residuali da parte dell'Amministrazione Centrale, ottimi risultati, anche sulla recidiva, come diverse ricerche hanno dimostrato, meritano maggiore considerazione rispetto alla loro connotazione di Servizi Sociali, invece che ritrovarsi all'improvviso trasformati in altro. Paradossalmente si intende invece trasportare il -modello carcere- sul territorio per gestire le misure alternative, a costi elevatissimi, ed a nostro parere e di tanti altri, erroneamente, di poterle ampliare.
Conclude il Comitato di solidarietà, "auspichiamo un cambio di rotta, sarebbe veramente demotivante se nei prossimi mesi l'unica risposta del Ministro, fosse quella della sperimentazione e dell'eventuale ampliamento degli organici di Polizia Penitenziaria da destinare agli UEPE!".