L'ARCHIVIO DI OLTREILCARCERE

Dal 2007 al 2014 sono stati pubblicati più di 1300 documenti che hanno trattato argomenti riferiti al Servizio Sociale della Giustizia, agli Uffici per l'Esecuzione Penale Esterna, al Sistema dell'Esecuzione Penale Esterna attraverso solidarietaasmilano.blocspot.com

martedì 15 maggio 2007

COMUNICATO SAG UNSA


ESITO INCONTRO 14 MAGGIO 2007
""Impiego Polizia Penitenziaria Uffici EPE""
Si è tenuto ieri pomeriggio l’incontro presso il DAP inerente l’impiego sperimentale della Polizia Penitenziaria nell’esecuzione penale esterna.
Il SAG UNSA ha contestato, in primis, il metodo utilizzato dall’Amministrazione penitenziaria, poiché è stata sottoposta un’ipotesi di riforma senza aver prima avviato, come richiesto da anni, un approfondito confronto con le OO.SS. in merito alle numerose problematiche che investono i lavoratori degli Uffici EPE (carenza di personale e risorse, ripristino indennità missione etc).
Inoltre, sono rimasti a priori esclusi dal dibattito gli operatori dell’esecuzione penale esterna che, ancora una volta, sono costretti paradossalmente a rivendicare la valorizzazione del proprio ruolo professionale, espletato in maniera esemplare nonostante la carenza di mezzi ed i gravosi carichi di lavoro.
Nessun riconoscimento viene concesso agli operatori del servizio sociale, nonostante i dati statistici, orgogliosamente sbandierati da tutti, dimostrino la necessità di investimenti sull’intera Area dell’E.P.E. .
Rispetto alla bozza di D.M., il SAG UNSA ha evidenziato la debolezza giuridica del provvedimento, in quanto si tende a declinare con atti normativi sussidiari (DM) la trattazione di una materia organica quale l’osservazione ed il trattamento in ambiente esterno, disciplinata da norme di rango superiore (Legge 354/75 - DPR 230/2000). Nel merito del provvedimento, inoltre, si ravvisa mancanza di chiarezza nei compiti e nell’organizzazione.
Riteniamo, infine, inopportuno l’avvio di nuovi progetti, prima della definizione della bozza di Regolamento degli Uffici EPE (previsto dalla legge Meduri) recentemente presentata alle OO.SS. per le osservazioni.
Il SAG UNSA, sindacato aperto, coerente e propositivo, ha chiesto pertanto un approfondimento, aperto a tutte le parti coinvolte, rappresentando l’esigenza di un progetto complessivo sulla devianza proteso all’ampliamento ed al novellamento delle misure alternative alla detenzione, da esaminare in Parlamento, luogo principe di ogni confronto sulle riforme.
Considerate le numerose osservazioni delle OO.SS. e la necessità di investire i vertici politici circa l’esito dell’incontro, la discussione è stata rinviata a nuova data.
Si allegano, per completezza d’informazione, le osservazioni del SAG UNSA
inoltrate ai vertici dell’Amministrazione penitenziaria.

Roma, 14 maggio 2007.
URGENTE
Al Pres. Ettore FERRARA
Capo del Dipartimento
dell’Amm.ne Penitenziaria
ROMA
Al Dott. Emilio di SOMMA
Vice Capo del Dipartimento
dell’Amm.ne Penitenziaria
ROMA
Al Cons. Riccardo TURRINI VITA
Direttore Generale dell’Esecuzione Penale Esterna
ROMA
Al Dott. Massimo DE PASCALIS
Direttore Generale del Personale
e della Formazione – DAP
ROMA
All’ Ufficio del Capo del Dipartimento
Ufficio per le Relazioni Sindacali DAP
ROMA
Oggetto : invio osservazioni SAG UNSA - bozza di decreto ministeriale concernente l’intervento della Polizia Penitenziaria negli Uffici EPE.
In riferimento all’incontro che si terrà in data odierna, alle ore 15.30, si trasmettono in allegato le osservazioni della scrivente O.S. inerenti l’oggetto. le osservazioni del SAG UNSA inerenti la bozza di D.M. concernente l’intervento della Polizia Penitenziaria negli Uffici di Esecuzione Penale Esterna.
Premessa
Da più parti emergono proposte di modifiche degli assetti attuali dell’operatività degli Uffici Esecuzione Penale Esterna tra le quali: il disegno di legge per "l’accelerazione e la razionalizzazione del processo penale, nonché in materia di prescrizione dei reati, recidiva e criteri di ragguaglio tra pene detentive e pene pecuniarie"; la bozza decreto attuativo dell’articolo 72, co. 1 della legge 1975 n. 354; la bozza di decreto ministeriale concernente l’intervento di Polizia Penitenziaria negli UEPE; bozza DM individuazione posti funzione dirigenziale ai sensi dell’articolo 9 D.lgs. 63/2006 .
Il sotteso impianto era stato peraltro esposto dal ministro Mastella, in diverse occasioni pubbliche, tratteggiando un’impostazione organizzativa, poi concretizzata nelle varie bozze di decreti sopra richiamati. In tale ‘piattaforma’ si ravvisa una volontà di avviare, sotto forma di ‘sperimentazione’, l’insediamento del personale di polizia penitenziaria negli UEPE con nuovi compiti sullo sfondo di future modifiche del codice penale e della c.d. legge Gozzini in materia di misure alternative alla detenzione (ad es., si richiamano istituti già previsti per il sistema penale minorile - DPR 448/88 - relativamente alla messa alla prova (articolo 28) ed all’ intervento degli assistenti sociali nella fase istruttoria).
Non possiamo tralasciare che, pur variandone la portata, il presente disegno risente dell’impianto ‘ideologico’ proposto dalla legge Meduri - articolo 3 - che ha non solo modificato la denominazione degli allora Centri di Servizio Sociale in Uffici di esecuzione penale esterna, ma ha ridisegnato in maniera verticistica, l’organizzazione dei servizi territoriali e centrali del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Finalmente, dopo lunga attesa, solo il 7 c.m. è stata sottoposta alle OO.SS. la bozza di Regolamento previsto dalla succitata legge Meduri, la cui discussione è stata rinviata alla prima decade di giugno p.v.
In primis, l’UNSA SAG rileva la frammentazione delle varie proposte da più parti esplicitate, in quanto si tende a declinare settorialmente (e culturalmente, si può aggiungere), con atti normativi sussidiari (D.M.) rispetto a norme di rango superiore (art. 72 della Legge 354/75 e art. 118 del D.P.R. 230/2000), una materia organica quale l’osservazione e il trattamento in ambiente esterno (in questo caso), demandata all’ex Centro di Servizio Sociale, che necessita di una trattazione unitaria e primaria.
Osservazioni e punti di criticità
1) Il DM concernente il ruolo della polizia penitenziaria è esclusivamente incentrato sui criteri di verifica di obblighi di presenza alle persone alle misure alternative della detenzione domiciliare e dell’affidamento in prova (articolo 1). Difatti, viene proposta, con atto regolamentare, la disciplina delle verifiche delle prescrizioni emesse dal Magistrato di Sorveglianza nelle relative ordinanze. Sul punto, si ritiene UNSA SAG - settore dipartimento amministrazione penitenziaria
necessario un approfondimento delle relative competenze nonché delle evidenti interrelazioni con gli atti emessi dalla competente magistratura di sorveglianza.
Appare altresì evidente che, l’attribuzione al direttore di UEPE della facoltà di inserire verifiche in "assenza di specifiche prescrizioni" (così recita il testo) di competenza della Magistratura, possa creare una sovrapposizione di ‘poteri decisionali’.
2) la disposizione dell'art. 1 punto 1 del citato Decreto Ministeriale pone sullo stesso livello (ai fini del possibile controllo da parte della Polizia Penitenziaria), la detenzione domiciliare e l'affidamento in prova al servizio sociale contro la disposizione normativa e il relativo regolamento di esecuzione. La norma distingue contenuti e finalità delle due tipologie di esecuzione penale esterna per cui mal si concilia con i fini normativi il semplice D.M.
3) Le funzioni da attribuire alla Polizia Penitenziaria non appaiono delineate sotto il profilo normativo primario e neppure il richiamo all’articolo 5, punto 2, della legge 395/90, dirime esaurientemente le nuove attribuzioni di funzioni; viceversa, al punto 3 della medesima legge, si rimarca che "gli appartenenti al corpo di polizia penitenziaria non possono essere impiegati in compiti che non siano direttamente connessi ai servizi di istituto".
4) In termini di priorità di intervento, a parere di chi scrive, appare essenziale incrementare il ricorso, introducendo al contempo, nuove misure alternative sullo sfondo di un ampio dibattito incentrato sui temi primari del contesto devianza tra i quali: rapporti che intercorrono tra il controllo inteso in senso di vigilanza ed il controllo/verifica del piano trattamentale; relazione tra interventi qualitativi e quantitativi; correlazioni tra intervento sociale e controllo sociale; tra la sicurezza della pena e la possibilità di reinserimento sociale, etc.
5) L’introduzione di nuove forme di ‘controllo’ non può prescindere da una valutazione dei costi materiali e umani; da una nuova impostazione culturale sostenuta da piani formativi; da rapporti interprofessionali integrati e funzionali.
Aspetti, ad oggi, carenti anche in riferimento al primario piano trattamentale, in virtù del quale la verifica/controllo (in linea con quanto sopra delineato) assume un senso operativo.
6) l’intervento, prospettato nel DM in parola, oltreché avere un carattere sperimentale, dev’essere circoscritto nei tempi e in limitate sedi pilota, assoggettandolo a verifiche obiettive dei risultati e delle ricadute.
Conclusioni
Il SAG UNSA, sindacato aperto, coerente e propositivo non ritiene di dover alzare alcuna barriera ideologica, ma fedele ad un approccio ‘sperimentale’ ritiene necessaria una riforma organica che inizi da una premessa forte (ipotesi di lavoro ben elaborata), da un piano articolato e fattibile di interventi (risorse e costi) scevro da impegni insostenibili. Il dibattito deve coinvolgere tutti gli attori sociali coinvolti: magistratura, operatori sociali, Polizia Penitenziaria nonché le altre forze di polizia coinvolte sul territorio ed i relativi dicasteri.
La nostra impostazione richiede, con tutta evidenza, un imprescindibile esame aprioristico, e costruttivo, nelle sedi istituzionali opportune, quindi il Parlamento, luogo principe di confronto sulle riforme, come ribadito dal Presidente della Repubblica Napolitano in occasione della visita alla Casa Circondariale di Rebibbia dell’8 maggio 2007.
Distinti saluti
Roma, 14 maggio 2007.