L'ARCHIVIO DI OLTREILCARCERE

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mercoledì 16 maggio 2007

COMUNICATO FP CGIL


Roma 15 maggio 2007Care/i compagne/i,
nella giornata del 14 maggio 2007 si è tenuto l’incontro tra le OO.SS e l’Amministrazione Penitenziaria, alla presenza del Vice Capo Dott. Di Somma, avente per oggetto la bozza del decreto Ministeriale inerente l’istituzione dei Nuclei di verifica del Corpo di polizia penitenziaria all’interno degli UEPE.Nel corso della discussione, in linea con la posizione espressa nelle note inviate all’Amministrazione nei giorni scorsi, la CGIL FP, ha ribadito la richiesta di sospensione dell’avvio della sperimentazione prevista nel provvedimento, richiedendo una pausa di riflessione del confronto in corso.La proposta in oggetto, a parere della CGIL FP, risulta essere fortemente decontestualizzata dal quadro complessivo che nei prossimi mesi interverrà profondamente sull’esecuzione penale esterna, come la predisposizione del nuovo regolamento degli UEPE, il progetto di riordino e riorganizzazione dell’amministrazione penitenziaria, ancora in fase di definizione, la modifica del codice penale e di procedura penale, tutt’ora in discussione.Abbiamo inoltre affermato che il provvedimento in esame non è frutto di un processo di confronto partecipato e condiviso, così come enunciato nel Memorandum di intenti di riordino della Pubblica Amministrazione. Né tantomeno ci sembrano chiare le motivazioni che l’amministrazione ha espresso a sostegno del D.M., circa la necessità di apportare un maggiore controllo sull’esecuzione delle misure alternative che ad oggi, a parere del Dap, risulta insufficiente o addirittura assente.A fronte di tali affermazioni la CGIL FP ha evidenziato che non esiste un allarme sociale rispetto alle misure alternative, anzi dall’ultima ricerca presentata dal DAP emerge una forte riduzione della recidiva nei soggetti che eseguono la pena in esecuzione penale esterna.La nostra richiesta di sospendere l’avvio della sperimentazione è stata anche motivata dal fatto che l’ipotesi prospettata non si inquadra in un progetto organico e complessivo, escludendo ogni intervento mirato ad incentivare le risorse umane ed economiche e che si calerebbe in un mondo attraversato da un sentimento di forte perplessità sull’intera operazione: non solo le professionalità degli UEPE, ma anche giuristi, magistrati di Sorveglianza, volontariato e terzo settore hanno chiaramente evidenziato il bisogno di una pausa di riflessione e l’assunzione di una politica più organica e sostenibile per ciò che attiene all’esecuzione penale esterna.D’altra parte lo stesso Ministro Mastella, non più di qualche giorno fa ha lanciato l’idea di una conferenza nazionale sull’esecuzione penale.Queste manifestazioni di dissenso, variamente motivate, riteniamo debbano comunque essere tenute in considerazione, alla luce anche delle parole del Presidente della Repubblica pronunciate nel corso della visita al Carcere di Rebibbia, il quale ha invitato a ricercare soluzioni condivise.L’Amministrazione Penitenziaria, preso atto delle considerazioni esposte dalle OO.SS, ritenendo necessaria un’ulteriore riflessione sulla questione, ha concluso l’incontro rinviando la discussione a data da destinarsi.Vi terremo informati degli ulteriori sviluppi.Fraterni saluti.
Roma 15 Maggio 2007
Per la delegazione trattante nazionale
Settore Penitenziario Comparto Ministeri
Paola Fuselli-Ugo Scardaccione
Roma, 15 maggio 2007
Care/i colleghe/i,
si è svolto ieri sera il previsto confronto tra le parti sulla bozza di D.M. che prevede la partecipazione della Polizia penitenziaria negli Uffici UEPE.Dopo aver ascoltato attentamente gli interventi tenuti dai responsabili delle OO.SS. presenti di ambedue i Comparti contrattuali, la FP CGIL ha preso la parola e ha invitato i gli intervenuti e l’Amministrazione centrale a ragionare concretamente di quelli che - ad oggi - paiono essere i punti di maggior criticità e perplessità di un progetto che manifesta chiari limiti e forti contraddizioni, anche dal punto di vista funzionale.In particolare, dopo aver chiarito di essere favorevole ad un progetto di riorganizzazione complessiva dell’area penale esterna che apra a prospettive diverse da quelle attuali per la Polizia penitenziaria, abbiamo declinato le ragioni che ci hanno indotto a sostenere con convinzione la nostra attuale posizione, fondata su elementi reali, concreti più che su impostazioni preconcette.Al di là della condivisibile – e per noi assolutamente auspicabile - esigenza di implementare e favorire il ricorso alle misure alternative al carcere prospettata dall’Amministrazione penitenziaria, come peraltro sostenuto anche dal Capo dello Stato nella sua recente visita all’istituto penitenziario di Rebibbia, abbiamo specificato che il progetto, così come concepito e presentato, ovvero senza la previsione di aumento di organico e dei mezzi economici necessari al suo sostentamento, finisce solo per aggravare pesantemente le condizioni di vita e di lavoro degli operatori della Polizia penitenziaria negli Istituti e Servizi penitenziari, rendendo sempre meno esigibili i diritti costituzionali e contrattuali garantiti.Abbiamo, inoltre, posto l’accento:• sul rischio di duplicazione delle funzioni già assegnate al personale delle altre Forze di Polizia;• sull’offensiva attività prevista nella bozza per la Polizia penitenziaria, addirittura confinata territorialmenteal solo ambito comunale (così non si pagano le missioni!) nell’ambito delle attività di controllo deputate.Per questi motivi – e per molti altri ancora - la FP CGIL ha invitato il DAP ad un momento di riflessione ulteriore, per arrivare ad un progetto organico, sostenibile dal punto di vista normativo, compatibile nelle risorse indispensabili, che eviti di mandare allo sbaraglio la Polizia penitenziaria e che non diminuisca la già precaria condizione di vita e di lavoro degli uomini e delle donne che operano negli Istituti valorizzandone appieno la professionalità di cui già oggi è dotato.Servono studi di fattibilità, risorse economiche, investimenti sugli organici della Polizia penitenziaria, sulla formazione professionale, stanziamenti destinati a compensare il servizio di missione e il lavoro straordinario, ad acquistare mezzi e strumenti necessari all’espletamento in sicurezza dei compiti affidati, negli istituti, nei reparti operativi e presso i Nuclei Traduzioni e Piantonamenti, ma anche sul Riordino delle Carriere e sulle intollerabili sperequazioni ordinamentali, giuridiche ed economiche in atto nel Comparto Sicurezza tra il personale di Polizia penitenziaria e quello delle altre Forze di Polizia.Vi terremo ovviamente informati sull’evolversi della vicenda.Fraterni salutiIl Coordinatore Nazionale FP CGIL
Polizia penitenziaria
Francesco Quinti